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Meglio di una pillola

Questo è il periodo della calura, giovani, anziani, sportivi, sedentari, abitudinari, vacanzieri tutti a soffrire il caldo.

Ognuno lo gestisce come ritiene opportuno. Un gelato, una bibita fresca, un condizionatore, la testa nel congelatore in casa, insomma la fantasia non ha limiti, ma quando hai settanta o novant'anni questi lussi fantasiosi e diciamolo stupidi non puoi permetterteli. Se un nostro familiare è in un letto per problemi respiratori o per problemi di cuore o per essersi rotto un femore o per qualsiasi altro limite fisico dovuto all'età non possiamo permetterci di fargli bere ciò che vogliamo o meglio ciò che sappiamo utile all'organismo per stare un pò meglio, acqua. Spesso chi è in queste situazioni ricorre ad una o più flebo di fisiologica e questo è perfetto, ma quando il paziente rifiuta l'ago? Quando il paziente è stanco emotivamente di vedersi come un ammalato? Quando al paziente non si intercettano capillari per un accesso? Come facciamo ad idratarlo un minimo?

Spesso non accetta di bere, vero? Gli avvicini un bicchiere d'acqua e stringe le labbra come una saracinesca industriale, vero? Tenti di bagnarli le labbra con una spugna, ma sembra vano. Sai che deve bere, ne va della sua vita, ma anche del tuo benessere psitico, vero? Oggi ti regaliamo un piccolo suggerimento che 9 volte su 10 funziona, prova a dargli un cubetto di ghiaccio, avrà refrigerio, ingerirà l'acqua anche se minima, ma puoi ovviare nel dargli un cubetto ogni 10 o 15 minuti. Non accetta il cubetto di ghiaccio? Cosa assai rara, ma può accadere, altro piccolo trucchetto, i cubetti di ghiaccio falli non di sola acqua, puoi metterci un coccio di menta, di limone, di vaniglia, puoi macerarci dentro delle bucce di pesca e poi trasformali in ghiaccio, potresti finalmente in modo semplice risolvere un grande problema. E se poi desideri un infermiere d'eccellenza in casa, sappi che noi ci siamo, h24, tutti i giorni domenica e ferragosto compresi. Buone vacanze a tutti e regalate attenzione, non solo presenza agli ammalati, ma soprattutto non trattateli da ammalati, ne soffrirebbero ancor più che la stessa malattia.

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