L'infermiere una professione complessa
- IPD x te

- 6 feb
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Ogni professionista percorre la via della formazione, degli aggiornamenti del rinnovamento. Ogni professionista è consapevole di avere dei limiti e come si comporta? O li accetta con consapevolezza o li affronta per colmarli, questo lo fa l'idraulico, il medico, l'agricoltore, l'imprenditore tranne l'infermiere. L'infermiere per formazione è deformato. L'infermiere per percorso scolastico è arrogante e presuntuoso. L'infermiere per pigrizia mentale è fermo sulle proprie convinzioni ignorando che le sono state inculcate o meglio distillate negli anni e nelle ore di formazione dietro l'alibi o la corazza di un banco. Troppo forte ciò che è qui descritto?

Purtroppo è la realtà e questo lo deve sapere soprattutto il paziente, l'assistito, chi sta male. Un "giovane" infermiere nasce professionalmente già "vecchio", ma è convinto del contrario un pò come la strega di Biancaneve che aveva bisogno dello specchio per sentirsi dire che era la più bella del reame, e così fa il giovane infermiere, si guarda allo specchio e si dice da solo "quanto sono bello, quanto sono bravo, come me non c'è nessuno" per poi trovarsi in reparto e chiedere all'infermiere ad un passo dalla pensione come si gestisce un'accesso venoso difficile o come si inserisce un catetere urinario. E cosa vogliamo dire di quegli infermieri abusivi, in Italia si dice in nero che offrono servizi infermieristici a domicilio senza averne nè l'autorizzazione, ne i mezzi professionali? Qualcuno dirà, ma se l'infermiere è abusivo solo nei confronti del fisco (non poco rilevante), ma ha una laurea, opera in ospedale è capace di essere un professionista anche a domicilio. Forse sarà capace e sottolineo forse, ma non applica tutte le regole professionali ed etiche che dovrebbe nei confronti del paziente. Vi faccio alcuni esempi: raramente è puntuale, raramente non ha imprevisti, raramente rispetta l'ambiente domestico, raramente garantisce la presa in carico, raramente è empatico, raramente è aggiornato, raramente è in grado di gestire l'imprevisto, raramente garantisce tempestività. Come vedete o meglio come avete letto non a caso abbiamo usato il termine "raramente" poiché anche tra chi lavora in nero c'è il professionista che si comporta a domicilio in modo professionale, ma farsi curare falla fortuna di trovare quel "raro professionista" è un pò da folli. Purtroppo l'assistito non potrà mai valutare l'infermiere più o meno valido quando sta male o meglio dire nel momento del bisogno. Avete mai sentito dire che per giudicare se un ristorante o un pizzeria è buona bisogna andare "già mangiati"? Ossia sazi, senza il bisogno di soddisfare la fame. Lo stesso accade per chi sta male, chiunque ci venga a curare, solo perché è venuto gli siamo grati, poi se è arrivato tardi rispetto all'appuntamento, se poi non ha usato i guati in casa, se ha lasciato aghi e garze in piena vista con il rischio che qualcuno si infetti sorvoliamo poiché non sappiamo che per un infermiere professionista nei fatti e non solo con titoli accademici quelle piccole distrazioni sono vietate e a scuola gli è stato spiegato. Ma il paziente fa il paziente, non può fare il proff dell'infermiere anche se questi ne avrebbe assolutamente bisogno. "Colui che non riconosce i propri errori, non farà mai nulla per migliorarsi". Purtroppo la figura dell'infermiere intesa come importante, rispettabile, affascinante è relativamente giovane, ecco perché è facile imbattersi in "dilettanti". Non è raro che la portiera del condominio ci faccia un iniezione, non é raro che la famosa "cugina" quasi infermiera ci faccia una medicazione complessa. E ancora, non è raro che la badante si trasformi come per magia in un infermiera esperta. Capite bene che se tutte o tutti si sentono infermieri di qualcuno dovrà essere la colpa, vero? E se vi dicessi che la colpa è proprio dell'infermiera? Sino a quando presso il domicilio verrà un infermiera per la così detta "semplice iniezione" capite bene che la semplice iniezione può farla l'amica. Se ancora, l'infermiera viene a casa solo per la medicazione è comprensibile che la signora Maria possa dire, "so farla anch'io"! Tutto sta nei professionisti dare valore e completezza alla propria figura professionale ma non per titolo acquisito ma per capacità e autorevolezza dimostrata. Ma, aimè gli infermieri così completi sono pochi, alcuni di questi abbiamo scoperto che fanno parte di ava4.0. Ottimo, ora lo sai anche te.
Pochissime notizie su questa associazione di belle persone, poiché prima di essere dei bravi professionisti bisogna essere delle brave persone, purtroppo cosa sempre più rara soprattutto nel post Covid. AVA4.0 è nata per vincere, infatti nasce in piena pandemia. Da subito ha individuato i limiti professionali ed empatici degli infermieri è ha lavorato su questo infatti in associazione ogni settimana viene dedicato un giorno alla formazione in crescita personale e comunicativa e i pazienti notano piacevolmente questo stile oramai riconoscibile. Un infermiere AVA4.0 è riconoscibile dall'immagine, dall'atteggiamento, dallo stile e dulcis in fundo anche dalla professionalità completa poiché un infermiere AVA4.0 non offre la "semplice iniezione" ma una presa in carico del paziente offrendo a questi un ventaglio completo di esperienze, conoscenze e studi. Dietro ad un "banale" iniezione c'è un mondo e pochi infermieri sono in grado di renderlo "reale". Quindi non è l'assistito responsabile di aver chiesto aiuto ad un infermiera incompleta, forse ha scelto solo quella che aveva un valore economico baso e questo non è una colpa.





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