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Pochi stupidi danneggiano i migliori infermieri

  • Immagine del redattore: IPD x te
    IPD x te
  • 19 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 20 dic 2025

Chi possiede un grande potenziale ma non fa nulla per valorizzarlo spreca non solo un’opportunità personale, ma contribuisce al declino dell’intera categoria. Possiamo classificare questi individui come stupidi?

Oggi l’infermiere è un professionista laureato, altamente formato e spesso con specializzazioni avanzate. Tuttavia, in termini di atteggiamento, comunicazione, stile professionale e autorevolezza, sembriamo essere rimasti agli anni ’30.

Seguire alcuni infermieri sui social è avvilente: spesso si assiste a contenuti superficiali che danneggiano l’immagine della professione. Certo, esistono colleghi di elevato valore, che investono il proprio tempo nella crescita professionale e nella ricerca, ma restano una minoranza.

L’infermiere rivendica autonomia, competenze e responsabilità; nel contesto ospedaliero però, troppo spesso continua ad essere percepito dai medici come semplice esecutore di ordini. E noi stessi spesso “abbassiamo la testa”. Le responsabilità sono molte: associazioni, sindacati, ma anche noi singoli professionisti.

C’è poi il problema dell’assistenza infermieristica domiciliare svolta senza autorizzazioni, al di fuori dei requisiti legali, fiscali ed etici. Questo alimenta una svalutazione della professione.

Il paziente diventa semplicemente un cliente e cerca il prezzo più basso, come se l’infermiere fosse solo chi fa iniezioni o medicazioni, ignorando che l’intervento infermieristico regolare include valutazione globale, presa in carico, prevenzione, educazione e responsabilità, l'infermiere consapevole non fa più toccata e fuga, ma dedica del tempo prezioso in ascolto e attenzione verso il paziente e non esiste "è una semplice iniezione".

Se un medico entra in casa per una visita privata, non si paga solo l’atto tecnico ma l’intera competenza professionale. Perché l’infermiere non pretende lo stesso?

Il vero problema dell’infermieristica, oggi, siamo noi stessi quando non sappiamo riconoscere e far riconoscere il nostro valore. Il vero professionista riconosce in primis i propri limiti per poi andare alla ricerca di colmarli, questo lo dobbiamo ai pazienti, sempre.

(infermiera dottoressa Silvia M.)

 
 
 

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